Micaela Ramazzotti e Claudio Pallitto hanno scelto l’Umbria per il loro sì: il Castello di Rosciano ha ospitato una cerimonia dal respiro bucolico e contemporaneo, officiata da Francesca Fagnani. Un racconto visivo e sentimentale, costruito su dettagli artistici e su una regia degli spazi capace di valorizzare il paesaggio e la storia del luogo.
Arrivare alla data non è stato semplice, come ha raccontato Micaela Ramazzotti in esclusiva a Vogue, dopo le nozze. «È stato un viaggio difficile da descrivere in poche parole, un percorso complesso, con tanti ostacoli. È un po’ la caratteristica della nostra vita: la felicità è una conquista. Anche il nostro matrimonio ha seguito questo schema». La coppia ha ripensato ogni elemento dopo alcuni imprevisti, trasformando l’organizzazione in un progetto nuovo. «Eravamo molto giù. La nostra Wedding Planner Anna Chiatto, però, non si è arresa. Ci ha detto che se proprio dovevamo cambiare qualcosa, allora avremmo dovuto cambiare tutto: la data, il luogo, il progetto. Insieme, abbiamo riscritto la storia del nostro matrimonio, creando un nuovo racconto più potente, ispirato all’arte, che ci rispecchiava decisamente di più».
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Il giardino immaginario ha preso forma su inviti, tovaglie, la passerella del rito e persino sulla wedding cake, in una palette di glicine, rosa cipria, celeste e verde salvia. La cerimonia si è svolta su una passerella scenografica affacciata sulla vallata umbra; attorno, un altare essenziale e fiori dalla composizione naturale. Ad accompagnare gli sposi, le figlie Sofia e Anna e gli inseparabili Arturo e Totò.
La cena nella corte del castello, tra centinaia di candele, servizi Ginori e cristalli, ha omaggiato il territorio con un menu tipico umbro di pasta fresca, carne e tartufo locale. La torta a cinque piani, firmata Antonio Ventieri, ha ripreso il pattern floreale dell’evento; al dessert, le “letterine” monoporzione hanno svelato messaggi personalizzati e una frase che ha fatto discutere: «La felicità spaventa più della follia».
Per il wedding weekend, la sposa ha indossato tre creazioni su misura di Atelier Boccia 1944 Casapulla: «Nonostante la mia natura moderna volevo essere una sposa romantica per eccellenza». Alla cerimonia, un abito sirena in pizzo rebrodè con pistagna e maniche lunghe, completato da gonna in mikado di seta e bouquet di mughetti; per il party, una gonna sirena in cady di seta con corpetto in pizzo chantilly. Scarpe Casadei modello Flora, personalizzate con le iniziali e la data. «Volevo qualcosa che mi rappresentasse davvero». Pallitto ha scelto un tuxedo Tom Ford con gemelli D.SIDE in acciaio e onice. Il beauty look ha interpretato lo shullet haircut dell’attrice in tre varianti, con make-up luminoso e focus sugli occhi.
Nel dopo cena, l’atmosfera è cambiata di registro: un’area del castello rivestita di velluto rosso, bar e divani su misura hanno ricreato un night club privato, chiudendo la festa con un contrasto teatrale.